Eventi Formativi San Antonio

Articoli San antonio da 20-5-15

41st ABAI ANNUAL CONVENTION NEWS

In viaggio per San Antonio

Si tiene quest’anno presso l’Henry B. Gonzàlez Convention Center di San Antonio, Texas (USA), il congresso annuale dell’Association for Behavior Analysis International (ABAI), organizzazione no profit  fondata nel 1974 per la ricerca, la pratica e la diffusione dell’analisi del comportamento nel mondo.

Michael Nicolosi, direttore clinico di Voce nel silenzio ONLUS, parteciperà all’intera convention, da venerdì 22 a martedì 26 maggio.

L’ABAI Annual convention è considerato nell’ambiente dell’analisi del comportamento come “l’eldorado” della conoscenza: psicologi specializzati in ABA e cultori della materia formati in altre discipline si riuniscono da tutto il mondo per condividere risultati di ricerche ed esperienze cliniche sull’applicazione dell’ABA riguardo autismo, sviluppo dei comportamenti verbali, disturbi clinici di area diversa, medicina comportamentale, istruzione, interventi sulla famiglia, interventi sociali, scienza ed etica.

La convention conta quest’anno il contributi di 1.300 ricercatori e professionisti da oltre 50 paesi, la conduzione di oltre 1.350 eventi tra workshop pratici, lezioni, simposi, gruppi di discussione, presentazioni di ricerche su poster, presentazioni di pubblicazioni scientifiche, eventi speciali con ospiti illustri. Il programma della convention con gli abstract (i riassunti minimi delle ricerche presentate) è di per sè un libro di 290 pagine, completo di istruzioni per l’uso al fine di comprenderne la struttura e di App per smartphone scaricabile per navigare nel mare di presentazioni e workshops.

Ad ora gli unici motivi di rammarico sono 2:

  1. la durata: in cinque giorni sono concentrati centinaia di eventi, con la conseguenza che ad ogni sessione i partecipanti devono scegliere 1 argomento da seguire tra venti circa, senza contare le oltre 600 ricerche su poster disponibili. Dando un’occhiata agli eventi solo del primo giorno, uno più allettande dell’altro, l’unica soluzione parrebbe clonarsi e frequentarli tutti.
  2. i costi, di sicuro una passeggiata per gli americani, non esattamente “confortable” per tutti gli altri professionisti: oltre a viaggio e albergo, la cui cifra supera abbondantemente i 1.500€ per chi viene da oltre oceano, l’iscrizione all’ABAI e la registrazione alla convention costano 470$, ma ogni sessione di workshop scelta ha un prezzo aggiuntivo di partecipazione che oscilla dai 150$ ai 280$. Non solo: l’assegnazione di crediti formativi CE necessari per mantenere la certificazione BCBA è soggetta a ulteriore pagamento per ogni presentazione frequentata, che senza il pagamento non da diritto al credito formativo. I prezzi senz’altro muoveranno l’economia texana…

Al prossimo aggiornamento quindi, dopo il primo giorno di convention!

41st ABAI ANNUAL CONVENTION NEWS

Primo giorno

Inizia alle 8 del mattino la lunga sequenza di eventi che si è protratta per oltre 13 ore. Impossibile resistere alle iniziative presentate: il sottoscritto ha riempito anche la pausa pranzo con visite agli stand degli espositori (università, imprese private, enti no-profit per la promozione di servizi per l’autismo). Fra le curiosità: il testo di Cooper, Heron e Heward “Applied Behavior Analysis”, la bibbia bianca degli analisti del comportamento, tradotta in cinese. 

Di seguito un riassunto dei principali elementi incontrati.

COSTRUIRE IL GIOCO CREATIVO – La prospettiva Behavior Analitica

Dr. Robert Ross, Ed.D, BCBA-D

Giocare è fondamentale per fare in modo che il bambino continui ad imparare da solo. Durante il gioco vengono esercitate centinaia di abilità fondamentali per lo sviluppo del comportamento dell’adulto e non saper giocare implica avere pochi amici, fare meno pratica con tali abilità e quindi essere sempre dipendenti dall’insegnamento diretto da parte degli altri.

Al fine di portare le persone con autismo a giocare in modo creativo, non è sufficiente insegnargli a discriminare ed emettere risposte in base a giochi strutturati (es: puzzle, memory). E’ necessario invece aggredire core-deficits (deficit nucleari) del disturbo: creatività, generatività, capacità di simbolizzare.

Attraverso il video modeling, le activity schedule, i training a matrice e la generalizzazione ricombinativa, il Dr. Ross illustra come sia possibile fare in modo che un bambino con autismo esegua giochi simbolici, creativi, di fantasia, senza che ogni passaggio del gioco gli venga insegnato direttamente. Il Workshop, comprensivo di attività pratiche, ha permesso ai partecipanti  di sperimentarsi nel creare i propri training per favorire la generalizzazione ricombinativa. 

VALUTARE E INSEGNARE ABILITA’ FUNZIONALI A BAMBINI CON AUTISMO IN SETTING DOMICILIARE, SCOLASTICO, DI COMUNITA’ – Dr James W. Partington, Ph.D, BCBA-D

Il Dr. James Partington, autore dell’arcinoto ABLLS-R per la valutazione delle abilità dei bambini con difficoltà di sviluppo, illustra l’applicazione dello strumento AFLS – Assessment of functional living skills.

Lo strumento può essere visto come un’ enorme espansione dell’ABLLS-R per tutto ciò che riguarda le capacità di sopravvivere e di comportarsi in modo socialmente adeguato: cura del proprio corpo, lavarsi, vestirsi, usare le toilet private e pubbliche, mangiare, preparare il cibo, apparecchiare la tavola, lavarsi i denti, usare il filo interdentale, cucinare, curare le proprie ferite, mettere in ordine la propria camera o casa, usare i mezzi pubblici, fare la spesa… Quelle elencate sono solo alcune delle aree di valutazione e intervento cui lo strumento si rivolge. L’AFLS appare indispensabile per esplorare, studiare, correggere e sviluppare i comportamenti dei bambini con autismo e altra diagnosi che non hanno potuto apprendere tali abilità dal contatto con gli altri.

GUARDA E IMPARA: MIGLIORARE I COMPORTAMENTI SOCIALI DI BAMBINI PRESCOLARI CON AUTISMO ATTRAVERSO IL VIDEO MODELING E LA TECNOLOGIA – K. McCabe-Odri, Ed.D.

Il video modeling è definito come la dimostrazione di un comportamento che non è effettuato dal vivo, ma presentato via videoregistrazione al fine di cambiare i comportamenti attuali o insegnare nuovi comportamenti. Le procedure di video modeling sono efficienti ed efficaci, grazie alla possibilità di presentare ripetutamente il modello, che rimane uguale a se stesso, e al fatto che spesso il video risulta intrinsecamente rinforzante.

Vengono analizzati del dettaglio, con relativi case-study, tre tipi di video modeling:

  1. Peer modeling: nel video compaiono persone della stessa età del bambino.
  2. Video self modeling (edited e non-edited): l’apprendista stesso modella i propri comportamenti con il prompt dell’adulto.
  3. Punto di vista: il video rappresenta quello che il bambino vedrebbe se conducesse il comportamento in prima persona.

Tutti i casi presentati hanno appreso complesse abilità sociali (salutare, mantenere conversazioni), di gioco di squadra (Basket), di gioco in singolo (gioco di fantasia) e di conduzione di routines quotidiane.

Le attività pratiche presentate hanno implicato la misurazione e il calcolo dell’interobserver agreement (indice di coerenza fra i misuratori) a partire dai video presentati.

A domani, con nuovi workshop, simposi e presentazioni di studi scientifici.

Michael Nicolosi

41st ABAI ANNUAL CONVENTION NEWS

Secondo giorno

Giornata ricca all’ABAI di San Antonio, Texas: 4mila analisti del comportamento hanno affollato le 80 sale dedicate all’evento dall’enorme convention centre Henry B. Gonzalez durante le 14 ore e mezza di attività.

Il sottoscritto ha potuto salutare alcune conoscenze molto affezionate: il prof. J. Rosales-Ruiz, Ph.D., Università del North Texas, che mi ha fatto da mentore durante la settimana (troppo breve) trascorsa presso la sua università; la Dr. Traci Cihon, BCBA, che mi ha ospitato lo scorso giugno presso la sua casa di Denton ed è stata subissata da migliaia di domande; il fratello di Traci, anch’egli analista del comportamento, Joe Cihon, M.S., che sta portando avanti un interassantissimo studio sulla selettività alimentare con i bambini con autismo e con il quale è sempre bello chiacchierare di analisi del comportamento.

Gli studi più interessanti di oggi:

WORKSHOP – EVITARE I PIU’ COMUNI ERRORI DI PROGRAMMAZIONE  NELLO SVILUPPO E NELL’IMPLEMENTAZIONE DI PROGRAMMI ONNICOMPRENSIVI BASATI SU ISTRUZIONI PER INDIVIDUI CON AUTISMO – Dr. James W. Partington, Ph.D., BCBA-D

Il Dr. James Partington, autore dell’arcinoto ABLLS-R per la valutazione delle abilità dei bambini con difficoltà di sviluppo ed analista del comportamento con esperienza quarantennale, descrive i più comuni errori commessi dagli analisti del comportamento nella costruzioni dei programmi di apprendimento per i loro pazienti e discute le linee guida per evitarli. 

A partire dalle valutazioni ABLLS, affronta gli obiettivi di apprendimento critici nella creazione di un un programma di intervento equilibrato.

SIMPOSIO: COADIUVANTI DEL TRATTAMENTO NEL FUCTIONAL COMMUNICATION TRAINING

Social stories per i bambini con autismo – Heathet Pane, Caldwell University

I dati raccolti dimostrano che il training di comunicazione funzionale, unito alle Social Stories™  è in grado di ridurre efficacemente i comportamenti problema bersaglio.

Una valutazione dell’applicazione di una token economy a seguito di FTC – Nadrat Nuhu, Auburn University

I risultati  dello studio mostrano che l’aggiunta di una procedura motivazionale token economy per comportamenti di collaborazione, insieme al training di comunicazione funzionale per chiedere una pausa dagli esercizi ABA, è efficace nel ridurre i comportamenti problema e nell’aumentare la collaborazione rispetto agli esercizi.

LA VISIONE MOLARE DELL’AUTOCONTROLLO – Dr. Howard Rachlin, State University of New York Stony Brook

Meglio 10 dollari oggi o 100 fra un mese?

L’impulsività come pattern è quello che chiamiamo “brutte abitudini”: junk food, dire bugie, giocare sporco. L’autocontrollo come pattern è quello che chiamiamo “buone abitudini”: dieta sana, dire la verità, giocare pulito.

Il primo passo per implementarel’autocontrollo è il self monitoring: misurare il proprio comportamento. Il passo successivo: stabilizzare il comportamento. Esempi di trattamento sono forniti per ridurre il consumo di sigarette. 

SIMPOSIO: CONSIDERAZIONI PER IL TRATTAMENTO DEI COMPORTAMENTI RIPETITIVI -presiede W. H. Ahearn, BCBA-D

Valutazione dell’efficacia della response interruption and redirection (RIRD) – Catherine Martinez

La RIRD è stata introdotta nel 2007 da Ahearn et al. 

Consiste nell’interruzione della stereotipia e nella redirezione del comportamento verso altro. Tutti gli studi effettuati riportano un effetto positivo.

Non è chiarito con certezza tuttavia come funzioni l’operante in gioco: probabilmente, nella stessa procedura, agiscono contemporaneamente punizione e rinforzo.

Valutazione del preference assessment del compito per identificare i compititi utili per la response interruption e redirection (RIRD) nel trattamento delle stereotipie vocali – Katelyn Selver

La RIRD si è dimostrata efficace per ridurre le stereotipie vocali mantenute da rinforzo automatico.

Dagli studi effettuati emerge che la RIRD può funzionare come un punitore per la stereotipia vocale. E’ possibile usare RIRD vocali e RIRD motorie, a seconda se il problema sia vocale o motorio. Il compito cui lo studente è rediretto con la RIRD deve essere tuttavia un compito poco piacevole, in grado di ridurre effettivamente il comportamento. E’ quindi importante una valutazione specifica del compito attraverso il preference assessment.

Valutazione dei risultati di trattamento nella riduzione delle stereotipie motorie – Allison Morley

RIRD si è dimostrata valida alternativa a DRO e response blocking.

La durata della RIRD motoria nello studio effettuato è stata di 20 sec.

Attenzione però: l’applicazione di RIRD risulta in una riduzione del tempo speso in sessione! Ovvero, può avere gli effetti collaterali della punizione. La componente di interruzione del comportamento motorio pare inoltre l’elemento più efficace della procedura.

Una comparazione delle schedules multiple VS schedules Chained sulla frequenza delle stereotipie e il contatto con gli oggetti – Jessica Slaton

A partire dallo studio effettuato, è possibile porre le stereotipi vocali o motorie sotto controllo da parte di uno stimolo specifico (es: carta colorata), il cui accesso diviene però garantito a seguito dell’esecuzione di un compito. In questo modo, la stereotipia diviene il rinforzatore stesso del comportamento di cooperazione.

POSTER SESSION

Programma basato su istruzioni per le abilità sociali di studenti con autismo, effettuato attraverso network dei pariT. L. Born et al., Winsconsis University

Lo studio ha previsto l’insegnamento di abilità sociali sofisticate a partire dall’intervento dei pari, in gruppo. In ogni gruppo lo studio ha previsto da 3 a 6 bambini, più il bambino bersaglio. In fase di intervento, i pari fornivano modello, feedback e interventi correttivi. 

Abilità bersaglio: mantenere il “dare e avere” della conversazione, seguire una discussione senza interrompere, parlare di un argomento includendo gli interessi degli altri e mantenere argomenti neutrali, rispondere all’invito dei pari di unirsi alle attività, invitare gli altri nelle attività, chiedere informazioni su una persona, fare complimenti agli altri.

Training a matrici per le abilità di linguaggio con un bambino con autismo – Emily S.L. Curiel et al., University of South Florida, Ohio State University

Il training è stato condotto utilizzando diverse istruzioni su diversi oggetti. I dati indicano che il bambino, a partire da 6 training effettivi, ha generato spontaneamente il 69% delle risposte dell’intera matrice.  Un grande risultato in termini di efficienza.

E’ tutto per oggi, a domani!

Michael Nicolosi

Direttore clinico di “Voce nel Silenzio ONLUS”.

41st ABAI ANNUAL CONVENTION NEWS

Terzo giorno

Nuovi approcci, nuove procedure, una montagna di dati… Solo il sottoscritto oggi ha assistito alla presentazione di 18 differenti studi. La mole di informazioni è gigantesca, i partecipanti all’ABAI 41° edizione torneranno a casa un grande tesoro.

Anche oggi inoltre, alcuni volti familiari che fa piacere incontrare dopo tempo: Neil Martin, BCBA-D, Director of the International Development del BACB e mio passato supervisore; Francesca Nasi, BCBA, che mi ha insegnato presso IESCUM; Anna Budzinska, Ph.D., direttore clinico del Child Development Institute di Danzica, che mi ha ospitato presso il suo centro lo scorso febbraio, offrendomi giorni di grandi scoperte. 

Di seguito gli studi seguiti dal sottoscritto.

Al prossimo aggiornamento!

A) SIMPOSIO: RECENTI RICERCHE SULL’ACQUISIZIONE DI ABILITA’ E SULLA CAPACITA’ DI RISPONDERE CON RELAZIONI DERIVATE IN BAMBINI CON AUTISMO – Presiede: Megan St. Clair, Center for Autism e related disorder

Insegnare a bambini con autismo come giocare e fare scherzi con gli amici – Megan St. Clair, Center for autism and related disorder

Lo studio riguarda la costruzione di capacità di perpective taking, ovvero la capacità di assumere il punto di vista degli altri, noto problema nei bambini con autismo. Le funzioni del perspective taking sono molteplici: implicano la comprensione di cosa le altre persone pensano e l’aggiustamento del proprio comportamento in funzione di tale informazione inferita.

Lo studio attua training discreti (DTT) al fine di favorire l’acquisizione del perspective taking, a partire dalle note valutazioni effettuate per testare la teoria della mente (credenza vera, falsa credenza, etc). I bambini trattati mostrano di apprendere la capacità di “mentire” senza farsi scoprire, indice dell’acquisizione della capacità di comprendere il punto di vista dell’altro.

Video modeling per insegnare i pronomi di prima e seconda persona a bambini con autismo – Jenny Fischer, Cascade Behavioral intervention

L’acquisizione dell’uso dei pronomi è un comune problema nei bambini con autismo, in quanto comporta risposte dipendenti dalla relazione deittica (relazione del parlante con spazio e tempo): a seconda del punto di vista, l’uso del pronome cambia.

Lo studio illustra come portare i bambini con autismo all’acquisizione dei pronomi io/tu, mio/tuo attraverso il video modeling e il video prompt, in modo che essi apprendano che la parola che rappresenta il pronome (es: mio), pur rimanendo la stessa, abbia un significato diverso a seconda che sia il parlante o l’ascoltatore a pronunciarla. I risultati tuttavia non sono definitivi.

La procedura ha funzionato effettivamente in 1 bambino su 4. Altri due bambini hanno appreso parzialmente.

Il ruolo della fluenza nell’acquisizione delle relazioni deittiche e della teoria della mente – Erin Paulsen, California State University Fresno

Sulla base del relativo training di Barnes-Holmes, lo studio indaga la possibilità di insegnare a rispondere a prove basate sulla relazione deittica a 4 bambini con autismo. I training hanno comportato prove del tipo “io ho una mela, tu hai un’anguria. Se io fossi te, e tu fossi me, chi avrebbe l’anguria? Chi avrebbe la mela?”.

Come precedentemente dimostrato, l’apprendimento della relazione deittica non implica necessariamente l’acquisizione del perspective taking. La quantità di prove di apprendimento necessarie all’apprendimento inoltre è stato estremamente ampio.

B) SIMPOSIO: TRATTARE CARATTERISTICHE PROBLEMATICHE DI BAMBINI NELLO SPETTRO AUTISTICO – Presiede: Aaron D. Lesser, University of Nebraska Medical Center

L’effetto indipendente e combinato del Faded bedtime con costo della risposta e della melatonina nella latenza dell’inizio del sonno in bambini con autismo – Aaron D. Lesser, University of Nebraska Medical Center

La misurazione del sonno del bambino è stata effettuata attraverso una videocamera a infrarossi sistemata nella camera. Il video è stato in seguito analizzato attraverso una procedura a intervalli.

Il Faded bedtime con response cost ha dimostrato di non essere efficace nel ridurre il ritardo nell’inizio del sonno. La melatonina si è dimostrata efficace nel ridurre il fenomeno, ma non efficace nell’aumentare la durata totale del sonno. Ulteriori ricerche sono necessarie per esplorare il campo di studi.

Instaurare diversità di risposta nelle ruotine di gioco e nelle routine quotidiane in bambini con autismo – Aimiee Kidder, New England Center for Children

Il rinforzo differenziale di nuove risposte nell’esecuzione di giochi ha dimostrato di incrementare la variabilità di risposta. Ovvero, con il rinforzo differenziale i bambini con autismo riesco a produrre configurazioni sempre diverse di costruzioni con i lego, di forme con il pongo, di colorazioni di disegni etc. Alternativa valida al rinforzo differenziale sono le Lag schedules of reinforcement. L’obiettivo dello studio è valutare l’efficacia di queste ultime in due ragazzi con autismo di 17 e 11 anni. I dati indicano che le Lag Schedules posso avere successo nel trattamento dei comportamenti e nelle routine riprodotte in modo rigido.

Analisi funzionale di comportamenti problema mantenuti da accesso a rituali – Jonathan K. Fernand, University of Florida

I comportamenti problema dei bambini con autismo spaziano da movimenti ripetitivi, insistenza sulla stessa attività, stereotipie vocali, comportamenti autolesionistici. Lo studio, effettuato su tre bambini con autismo di 3, 5 e 13 anni, è volto a individuare la causa del comportamento problema (spesso aggressivo) conseguente l’interruzione del comportamento ripetitivo e ritualistico. In tutti i casi studiati, tale causa è proprio il blocco dell’accesso al comportamento ripetitivo, comportamento che costituisce probabilmente un rinforzatore positivo per se.

C) UN AGGIORNAMENTO SUL BEHAVIOR ANALYST CERTIFICATION BOARD – James E. Carr, Neil Martin, Jane S. Howard

Il BACB  è una corporation no-profit che garantisce la preparazione dei professionisti che svolgono attività di analista del comportamento (consulente ABA). Il BACB aderisce agli standard internazionali degli enti che garantiscono le competenze professionali. La certificazione di BCBA è accreditata dalla National Commission for Certifying Agencies (NCAA),  Washington DC, e costituisce una credenziale di eccellenza nella preparazione del professionista.

Attualmente, ci sono circa 17.000 analisti del comportamento nel mondo. A partire dal 1999, ogni hanno si sono certificati centinaia di nuovi BCBA. La crescita più grande si registra nel 2014, con oltre 2000 nuovi iscritti.

Da poco tempo il BACB ha introdotto una nuova certificazione, quella di Registered Behavior Technician (RBT), che corrisponde alla figura che in Italia chiamiamo Tutor ABA o Terapista ABA. Attualmente ci sono 2023 RBT nel mondo, e nessuno in Italia. 

I corsi master per la preparazione dei BCBA si trovano principalmente negli USA, in UK e Irlanda. Solo il 60% degli iscritti all’esame per la certificazione riesce a passare l’esame. La percentuale scende al 38% per chi prova a sostenere l’esame una seconda volta.

Attività del BACB fuori dagli USA – Neil Martin, BCBA-D, Director of International Develepment

Il ruolo dell’international development manager comporta principalmente la protezione dei consumatori di servizi behavioranalitici in tutto il mondo attraverso la disseminazione degli standard di qualità del BACB. Solo 1550 BCBA risiedono fuori dagli USA, e sono distribuiti in 65 paesi. Sorprendentemente, l’Italia è salita negli ultimi anni fra i 5 paesi non USA che hanno più di 30 analisi del comportamento BCBA (attualmente siamo poco oltre 50). 

Award, Revisione delle norme etiche, revisione delle linee guida pratiche –  Jim E. Carr, Responsabile Esecutivo

Chi espone presenta Sandra Harris, vincitrice del Michael Hemingway Behavior Analysis Award 2015.

D) POSTER SESSION

L’uso di tecniche ABA nella riduzione dei comportamenti autolesionisti in una bambina di 3 anni con autismo – Anna Budzinska, Ph.D, Institute for child development (PCDI) in Gdansk, Poland

Lo studio si propone di individuare tecniche ABA efficaci per ridurre comportamenti problema pericolosi quali sbattere la testa sul pavimento, colpire oggetti o mobili, colpirsi la testa con oggetti duri. Il pacchetto di trattamento ha implicato l’uso di DRA, DRI, utilizzo di procedure motivazionali token ecnomy, proposizione di semplici richieste frequenti, uso di prompt adeguati (modeling).

A partire da una area di apprendimento senza rinforzatori disponibili, la bambina veniva rediretta in una “quiet zone” in caso di comportamenti problematici e in una area di gioco in caso di risposte adeguate. Sono state applicate specifiche affinché la procedura non fosse di tipo punitivo. I tempi di permanenza nella quiet zone si sono gradatamente ridotti.

I dati indicano prima una riduzione, quindi una totale scomparsa del comportamento problema entro poche settimane.

Instaurare il contatto oculare nelle conversazioni usando l’iPad con uno studente con Autismo – Osatoru Sekine, Keio University, Japan

La ricerca usa video feedback per eseguire un revisione sulla postura e sugli sguardi del bambino con autismo a seguito dell’interazione con altra persona. Al bambino viene rivolta la domanda “com’era la tua postura?”. Il bambino valuta la propria prestazione ed eventualmente l’adulto fornisce un fornisce un feedback correttivo. Lo stesso è stato applicato per lo sguardo e la capacità di gioco.

E) SIMPOSIO: VALUTAZIONE DELLE PROCEDURE DI PROMPTING PER INDIVIDUI CON DIFFICOLTA’ DI SVILUPPO E AUTISMO

Comparazione di 2 procedure di prompt-fading sull’acquisizione di abilità in bambini con autismo – Mirela Cengher, City University of New York.

Lo studio mette a confronto le procedure di least-to-most e most-to-least prompting (suggerimenti da meno intrusivo al più intrusivo e da più intrusivo al meno intrusivo) nel condurre training di insegnamento. I dati raccolti indicano che il most-to-least prompting risulta più veloce ed efficiente rispetto al least-to-most nei tre soggetti studiati.

F) SIMPOSIO: REVISIONE DELLE PROCEDURE DI CORREZIONE DEGLI ERRORI

Comparazione dell’efficienza delle procedure di correzione e valutazione delle preferenze dei bambini per le diverse istruzioni – Samanta Moberg, University of Winsconsis-Milwaukee

L’obiettivo delle procedure di correzione è fare in modo che la futura percentuale di correttezza nel compito cresca. Vengono analizzate diverse procedure di correzione:

Rinforzo differenziale

Dimostrazione

Ritardo nel prompt

Ripetizione singola della risposta

Ripetizione singola della risposta

Sono ordinati dalla meno alla più intrusiva

I dati raccolti nello studio indicano che la Dimostrazione (modeling) porta ad acquisire l’abilità in minore numero di esposizioni (maggiore efficienza).

Una comparazione di differenti procedure di correzione dell’errore nell’acquisizione di abilità durante il training a prove discrete (DTT) – Regina Carrol, West Virginia University

Lo studio compara 4 procedure comunemente usate: Ripetizione singola della risposta, ripetizione multipla della risposta, rimozione dello stimolo e ripresentazione, ripresentazione fino ad indipendenza. I dati indicano che la ripresentazione fino ad indipendenza risulta la più efficiente con tre bambini su 5. 

Sono necessarie le risposte attive dello studente durante le procedure di correzione dell’errore nel training a prove discrete (DTT)? – Robert Isenhower

L’Active student response (ASR) è una procedura che implica che il soggetto debba emettere una risposta dopo aver ricevuto il prompt.

Lo studio ha lo scopo di comparare le procedure di correzione più comunemente usate con la procedura che implica ASR, tenendo presente che gli studi precedenti non hanno distinto le occasioni di “dimostrazione” (modeling) che hanno implicato risposta spontanea del soggetto, da quelle che non hanno implicato tale risposta spontanea.

In accordo con Lerman (2015), il presente studio conferma che l’efficienza delle procedure di correzione dipende grandemente dalla passata storia di apprendimento del bambino. Non è quindi possibile attribuire maggiore efficienza a una procedura o ad un’altra.

Inserire obiettivi acquisiti durante la correzione dell’errore nell’insegnamento di abilità a bambini con autismo – Lauren Plaisance, University of Houston Clear Lake

L’obiettivo dello studio è verificare se l’inserimento di obiettivi già acquisiti durante l’esecuzione della procedura di correzione risulti in un vantaggio della correzione stessa.

Sono stati inseriti trials già acquisiti in rapporto 1:1 con quelli difficili. Ovvero, dopo l’esecuzione della correzione, viene fornita occasione di fare una prova corretta con items facile. I risultati indicano che la metodologia non è efficiente, anzi è associata con un numero maggiore di errori da parte del bambino.

Discussione sulle procedure di correzione del’errore – Linda LeBlanc, Ph.D., Trumpet Behavioral Health

G) BUSINESS MEETING – SEXUAL BEHAVIOR: RESEARCH AND PRACTICE

L’intervento rispetto ai comportamenti sessuali con ragazzi con disabilità è un tema estremamente delicato. Ci sono pochi dubbi rispetto al fatto che le procedure di prompting applicate per tutti i comportamenti (es: guida fisica), possano avere grande successo anche con i comportamenti legati al sesso (es: masturbazione), tuttavia il professionista non può applicare tali tecniche liberamente in quanto non sarebbe culturalmente accettabile e il training potrebbe avere serie ripercussioni sul piano legale per il professionista stesso. 

H) POSTER SESSION

Un esame degli effetti del Delayed Auditory Feedback (DAF, feedback uditivo ritardato) nel trattamento delle stereotipie vocali in bambini con autismo – Robert W. Isenhower, Douglas Development Disability Center, Rutgers State University of New Jersey

Le stereotipie vocali sono comportamenti vocali ripetitivi e decontestualizzati. E’ stato frequentemente dimostrato (Iwata 1999) che le stereotipie vocali possono essere rette da rinforzo automatico, elemento che le rende difficili da trattare dal punto di vista comportamentale. E’ possibile tuttavia alterare la conseguenza sonora prodotta da questo comportamento al fine di alterarne la frequenza. La procedura studiata implica l’utilizzo di un software in grado di ritardare i suoni prodotti dal bambino e reinviarli al bambino stesso dopo 120millisecondi o dopo 240millisecondi. Sono parimenti necessari microfono e cuffie.

Lo studio offre prove preliminari che il DAF è in grado di ridurre le stereotipie vocali, e suggerisce che esso possa essere usato in modo contingente al fine di fermare una lunga sequenza di stereotipie vocali.

Trattamento dell’ecolalia in individui con autismo – L. Neely at al, Texas A&M University

Lo studio è una review (riassunto sistematico) di altri 11 studi che hanno trattato il problema. Malgrado molti degli studi analizzati offrano prove valide di efficacia dei trattamenti utilizzati, la letteratura scientifica non è ancora in grado di indicare una soluzione unica e certa al problema.

Valutazione di una DRO con procedura di blocco della risposta per decrementare il comportamento di mordersi repetitivamente le dita – Claire Lea, Marcus Autism Center

Lo studio ha utilizzato il rinforzo differenziale di altro comportamento con blocco della risposta al fine di decrementare il comportamento di mordersi le dita. Inoltre, il comportamento stesso è stato messo sotto stimulus control: carta rossa, morso non abilitato (applicato blocco e DRO), carta verde, mordersi le dita abilitato come rinforzatore di altro comportamento. La procedura ha dimostrato di controllare il comportamento problema, anche se la componente dello stimulus control (carte colorate) si è dimostrato irrilevante. 

41st ABAI ANNUAL CONVENTION NEWS

Quarto giorno

Si avvia a conclusione l’ABAI di San Antonio e con una nota di tristezza scrivo il penultimo capitolo del mio diario di viaggio. A sollevarmi, anche oggi non sono mancati incontri molto graditi: Francesca degli Espinosa, Ph.D, BCBA-D, della quale ho avuto il piacere di seguire alcune lezioni presso IESCUM; Megan Miller, BCBA, managing supervisor presso Navigation Behavioral Consulting, che è stata la mia prima supervisor e ha contribuito in modo determinante alla mia formazione, Daniele Ortu, Ph.D, ricercatore presso University of North Texas, con il quale ho potuto scambiare piacevoli discorsi in Italiano.

Di seguito gli studi del penultimo giorno del congresso:

A) DALL’ANALISI ALL’APPLICAZIONE: USARE COMPORTAMENTI VERBALI SOTTO CONTROLLO MULTIPLO PER INSEGNARE LA DISCRIMINAZIONE GENERALIZZATA DELLA DOMANDA A BAMBINI CON AUTISMO – Francesca degli Espinosa, Ph.D., BCBA-D, CPsychol

 

I programmi per l’insegnamento del linguaggio tendono a concentrarsi sull’insegnamento degli operanti primari come unita’ separate e ben definite (tact, ecoico, mand, etc.) Tuttavia i bambini tipici, già a due e tre anni di età, non mantengono una netta divisione tra i vari operanti verbali e sono in grado di produrre risposte e frasi sotto controllo di antecedenti multipli. Essi producono inoltre operanti autoclitici: comportamenti verbali che hanno la funzione di offrire informazioni aggiuntive rispetto all’operante primario utilizzato (es: “e’ un gatto” – il gatto rappresenta il tact primario, “e’ un” la cornice autoclitica che sorregge la parola gatto nel tact e ci fa capire che la parola gatto e’ sotto controllo di uno stimolo non-verbale/visivo). 

Davanti a una mela, le persone possono produrre molti Tact: mela, verde, rotonda, saporita etc. La risposta specifica, se dire verde, piuttosto che mela, oppure rotonda, dipende dalla presenza dello stimolo condizionale che altera le proprieta’ discriminative di una caratteristica rispetto ad un’altra: una domanda. Per cui, quando la domanda e’ “di che colore e’” diventa saliente la variazione cromatica rispetto all’identita’ (il nome – mela). Spesso i bambini con autismo emettono la stessa risposta indipendentemente dagli stimoli verbali presentati (le domande), perche’ la loro risposta verbale e’ governata esclusivamente dallo stimolo visivo presentato a causa della precedente storia d’insegnamento e rinforzo. Davanti a un gatto, è facile che rispondano “gatto” sia alla domanda “che cos’è?” che alla domanda “che verso fa?”, fino a che non gli insegnamo a essere sensibili alle variazioni negli stimoli verbal antecedenti.

 

Durante la presentazione viene mostrato un programma d’intervento in cui si insegna al bambino a rispondere a domande sotto controllo multiplo, dalle piu’ semplici a piu complesse, con un passaggio generalizzato dal tact all’intraverbale che avviene senza insegnamento specifico. In particolare, nella presentazione vengono riportati i dati di uno studio in cui al fine di insegnare a discriminare la domanda, viene insegnato ai bambini a rispondere a domande utilizzando la frase estesa (cornici autoclitiche) in modo da permettere la discriminazione e successiva generalizzazione.

A seguito di tale procedura, quattro bambini hanno mostrato la capacita’ di modificare la propria risposta in base alle domande fornite (che numero/ che colore e chi e’/cosa fa).

B) SIMPOSIO: DISSEMINAZIONE E VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI PRECOCI PER L’AUTISMO BASATI SULL’ANALISI DI SKINNER DEL COMPORTAMENTO VERBALE – Presiede Michelle Ennis Soreth, Rowan University

Procedure competency-based nel training dello staff, dei genitori, e del terapista in un programma effettuato presso il centro – Kristin M. Albert, Carbone Clinic

I risultati dei training con i bambini trattati sono direttamente correlati alle procedure di rinforzo utilizzate con lo staff. Nell’ottica dell’Organizational Behavioral Management (OBM), ovvero l’applicazione dell’ABA al business e alla conduzione di gruppi di persone, lo studio illustra il training intensivo di 10 giorni per lo staff della clinica di riferimento e le relative procedure di valutazione. Lo stesso training, con la rimozione di alcuni moduli, è stato applicato ai genitori di bambini con autismo. 

Sviluppo e valutazione di programmi di intervento per bambini con autismo implementati da genitori sulla base dell’analisi del comportamento verbale di Skinner – Mary L. E. Kerwin, Rowan University

I dati raccolti nello studio indicano che l’intervento implementato dai genitori ha prodotto significativi risultati sui comportamenti del bambino ed è stato dai genitori considerato adeguato e sostenibile.

Discussione – Vincent J. Carbone, Carbone Clinic

C) SIMPOSIO: COSA FACCIAMO PER GLI ERRORI? UNA VALUTAZIONE EMPIRICA DELLE PROCEDURE DI CORREZIONE DEGLI ERRORI NEL TRAINING DI DISCRIMINAZIONE E NEL TRAINING A PROVE DISCRETE (DTT)

Comparazione delle variazioni del DTT nell’insegnamento a bambini con autismo – Donna Townley-Cochran, Autism Partnership Foundation

Lo studio presentato effettua una comparazione di “modeling e feedback sull’errore” con “modeling come procedura correttiva”. Sono valutate efficacia, frequenza di acquisizione e mantenimento con entrambi i metodi. I partecipanti hanno raggiunto acquisizione e mantenimento con entrambe le procedure. La frequenza di acquisizione è stata invece differente in base a caratteristiche dei singoli soggetti.

Una comparazione delle procedure di correzione degli errori nell’insegnamento dell’identificazione ricettiva di items nel DTT – Lara M. Delmolino Gatley, Douglass Development Disabilities Center, Rutgers University

Principali metodologie per trattare gli errori: Trials correttivi, rinforzo differenziale e feedback correttivi. Il corrente studio valuta l’efficienza dei feedback correttivi (Es: “no”) e delle procedure con trials correttivi (errore seguito da trials di correzione con prompt). I risultati indicano che la procedura migliore dipende dalle caratteristiche del bambino: di 3 soggetti, uno ha appreso in modo più efficiente con i feedback correttivi, un altro ha appreso in modo più efficiente con i trials correttivi, l’ultimo soggetto non ha mostrato differenze significative.

Usare la ripresentazione dello stimolo per facilitare la discriminazione in individui con Autismo – Kate Fiske Massey, Douglass Development Disabilities Center, Rutgers University

Nella condizione “ripresentazione dello stimolo”, gli stimoli fra cui scegliere vengono rimossi e ripresentati più volte, fino a quando la risposta del soggetto non cambia a quella corretta, la quale è seguita da rinforzo positivo in piccola quantità. I risultati indicano che la ripresentazione dello stimolo rappresenta un procedura di supporto efficace nel rendere l’apprendimento più efficiente, rispetto al semplice rinforzo differenziale (errore —> estinzione —> inizia il trial di apprendimento successivo). La procedura appare tuttavia legata alla somministrazione di un rinforzo negativo  (rimozione della richiesta insistente, che può essere ripetuta anche 30 volte). La ripresentazione dello stimolo può inoltre instaurare comportamenti problema legati alla condizione avversiva di ripresentazione dello stimolo.

D) POSTER SESSION

Decrementare i comportamenti autostimolatori in individui con autismo con il rinforzo differenziale a bassa frequenza (DRL) e il rinforzo differenziale per la diminuzione della frequenza (DRD). Ashley Fiorilli et al., Applied Behavior Consultant Inc.

Lo studio ha riguardato i comportamenti di mettersi l’alluce in bocca e fare posture particolari con le mani. Sono stati applicati DRL e DRD a 3 soggetti con autismo di 8, 10 e 18 anni. Lo studio ha implicato una procedura di contrattazione della contingenza. Ogni volta che il comportamento veniva emesso, i terapisti facevano notare al bambino “Questo conta 1”. Il feedback così emesso potrebbe costituire una punizione positiva in grado di sviluppare altri comportamenti problema, tuttavia lo studio ha avuto successo nel decremento del comportamento problema.

Comparazione di due diverse opzioni di trattamento per decrementare i comportamenti vocali inappropriati – Jennifer Croner et al., Melmark

Lo studio compara l’utilizzo di RIRD e DRO nella riduzione delle stereotipie vocali. I risultati indicano il DRO come la procedura maggiormente efficace, anche se di poco. Tuttavia, mentre con la RIRD i comportamenti vocali appropriati rimangono alti in frequenza, il DRO fa calare drasticamente anche questi ultimi.

Uso di un assessment abbreviato per comparare l’efficacia di differenti procedure di correzione dell’errore nell’acquisizione di abilità in bambini con autismo – Regina A. Carrol et al., West Virginia University

Gli autori hanno sviluppato un sistema di valutazione abbreviato che permetta di verificare quale delle procedure di correzione indicate in letteratura, la cui efficacia dipende spesso da variabili inerenti il singolo bambino, possa essere usata con profitto maggiore con un particolare bambino. 

L’assessment abbreviato comporta da 36 a 48 trials e prevede la misurazione di diversi parametri. I bambini sottoposti all’assessment hanno effettivamente appreso il materiale proposto con un ridotto numero di correzioni.

E) PANEL DISCUSSION: GRAFICI STANDARD CELERATION, GRAFICI A INTERVALLI COSTANTI O ENTRAMBI? A TE LA SCELTA – Presiede Megan Miller, Ohio State University

F) ANALISI COMPORTAMENTALE SENZA CONFINI – Martha Hubner, President of ABAI

La presentazione della Dott.ssa Hubner, effettuata presso il gigantesco Lila Cockrell Theatre alla presenza di più di un migliaio di analisti del comportamento, ha riguardato i traguardi raggiunti dall’ABAI negli ultimi quarant’anni, durante la disseminazione dell’ABA in tutto il mondo. La presentazione è terminata con una magnifica standing ovation dell’intera platea.

G) POSTER SESSION

Sviluppare il contatto oculare in un bambino con autismo usando una procedura di prompting graduato – M.A. Krabbe & J.H. Tiger, University of Wisconsin Milwaukee

La procedura studiata implica l’uso del least-to-most prompting per sviluppare il contatto oculare.

I dati indicano graduale trasferimetno dello stimulus control a livelli di prompt più bassi. Infine, il bambino produceva contatto oculare se pronunciato il suo nome, senza alcun tipo di suggerimento. Il training è stato condotto in 5 giorni.

Effetti dell’auto-istruzione con tecnologia mobile quando usato un modellamento video oppure i video prompts – Sally B. Shepley, University of Georgia

Lo studio ha implicato l’utilizzo dello smartphone per creare video che potessero guidare il bambino con autismo a compiere diverse attività (fare gli origami, pulire la camera, preparare qualcosa da mangiare etc). I video venivano utilizzati come Activity Schedules, con il vantaggio che il bambino poteva portare lo smartphone con sè ovunque. Il bambino ha dimostrato apprendimento attraverso la procedura di modellamento video.41st ABAI ANNUAL CONVENTION NEWS

Quinto giorno

E con oggi si conclude la quarantunesima edizione dell’ABAI Convention. L’esperienza, più che arricchente, sconvolgente, ha segnato una pietra miliare nella formazione del sottoscritto e si configura come un’appuntamento annuale irrinunciabile: il confronto con altri professionisti e ricercatori, le centinaia di presentazioni fra cui scegliere e la possibilità di aggiornarsi sugli ultimi fronti della ricerca sono risorse preziose, che possono essere trovate solo in pochi posti al mondo. E L’ABAI Annual Convention sembra il più vasto di tutti.

Anche oggi inoltre un nuovo incontro: ho avuto il piacere di rivedere Sara Weinkauf, BCBA, direttore clinico di Easter Seals North Texas, che lo scorso giugno ha avuto una pazienza infinita mentre uno studente di analisi comportamentale appiccicoso la distraeva dai suoi incarichi con domande su ogni dettaglio osservato a ESNT.

Il sottoscritto attende con trepidazione la prossima convention annuale, che si terrà dal 29 maggio al 1 giugno 2016 presso il Hyatt Regency & Swissôtel a Chicago, Illinois, e si prepara per il prossimo appuntamento ABAI: dal 27 al 29 settembre 2015, Hotel Granvia, Kyoto, Giappone.

Di seguito gli ultimi aggiornamenti sull’ABAI 41a Convention Annuale.

Michael Nicolosi, BCBA

Direttore clinico di Voce nel Silenzio ONLUS

A) SELETTIVITA’ ALIMENTARE: QUATTRO STRATEGIE PER INCREMENTARE IL REPERTORIO ALIMENTARE NEI BAMBINI CON AUTISMO – Presiede: Sara Weinkauf, Easter Seals North Texas

Usare l’esposizione graduale per incrementare il repertorio alimentare dei bambini con autismo – Amy E. Tanner, Monarch House Autism Centre

Odore, temperatura, colore, forma, presentazione, confenzione, marca, utensili richiesti per il consumo, consistenza e texture, sono tutte dimensioni che posso portare a selezionare il cibo escludendolo da quello consumato. Bandini et al, 2010, individuano che la selettività alimentare riguarda dal 40% al 90% dei bambini con autismo. Ibrahim et al, 2011, riportano inoltre che la selettività alimentare è più probabile sia generata da problemi neurocomportamentali, piuttosto che da problemi gastro-intestinali effettivi. 

La desensibilizzazione sistematica (Wolpe), intervento per il trattamento delle fobie, può essere utilizzata per il trattamento della selettività alimentare. Un’altra tecnica utilizzabile è l’esposizione graduale. Ancora, l’estinzione della fuga (escape extinction).

Nel presente studio, il paziente (Autismo, 3.5 anni) accettava di mangiare solo 4 cibi. Dopo aver condotto un Food journal (diario dell’alimentazione), sono stati selezionati altri 4 cibi e costruita una gerarchia di esposizione a 12 passi. 

I risultati dello studio indicano che l’esposizione graduale è efficace nel ridurre la selettività alimentare. Mangiare il primo cibo ha richiesto 28 sessioni di intervento, ma successivamente i risultati sono stati più rapidi.

Yummy Starts: una guida all’approccio costruzionista per la selettività alimentare – Joseph H. Cihon, University of North Texas

La selettività alimentare non è un problema che riguarda solo il cibo: rappresenta una barriera a tutte le occasioni sociali che coinvolgono il cibo stesso. Lo studio ha riguardato 3 partecipanti da 4 a 6 anni. I partecipanti rifiutavano frutta, verdura o cereali. L’intervento è stato condotto in sessioni da 10 min, 30 min prima del pranzo. La procedura prevede la creazione di “opportunità felici” col cibo: il bambino è libero di allontanarsi in ogni momento e il terapista interagisce con lui a tavola in modo piacevole. La procedura prevede lo shaping del comportamento di interagire, assaggiare e mangiare il cibo non gradito. Più che concentrarsi sulla riduzione del comportamento problema di rifiutare il cibo, l’intervento è stato rivolto a incrementare le risposte favorevoli al cibo. L’intervento ha avuto successo anche senza l’utilizzo di stimolazione avversiva (a differenza di interventi basati su escape extinction).

Incrementare l’accettazione del cibo usando il principio di Premack e la non rimozione del cucchiaio – Tyla M. Frewing, University of British Columbia

Lo studio prevede l’utilizzo dell’escape extinction e del principio di Premack, nella forma di accesso  contingente al cibo desiderato. I risultati indicano che l’intervento si è dimostrato efficace. Dati aneddotici indicano anche generalizzazione ad altri contesti ed altri cibi.

Incrementare l’accettazione del cibo usando l’esposizione gerarchica – Claire E. Egan, St. Cloud University

L’obiettivo dello studio è identificare un pacchetto di trattamento effettivo per bambini con selettività alimentare. Ai bambini viene presentato del cibo non gradito chiedendo l’assaggio. Utilizzata escape extinction, rinforzo sociale e rimozione del cibo sgradito dopo il contatto o la masticazione o l’assaggio. I tre partecipanti hanno incrementato l’accettazione del cibo.

B) APPROCCI NON LINEARI AL COMPORTAMENTO: I “BLUE BOOKS” DI ISRAEL GOLDIAMOND

Perchè il sistema conta – Marc D’Antin, Brohavior.

Due variabili hanno relazione lineare quando ciascun cambiamento in una produce un determinato cambiamento nell’altra. Quello lineare è un approccio meccanicista. Nei modelli non lineari invece, più variabili interagiscono contemporaneamente per determinare il comportamento, il quale agisce su tante altre variabili che re-influenzano il comportamento: un approccio sistemico, legato al concetto di complessità.  Ogni volta che lo scienziato manipola una variabile indipendente, non può aspettarsi che essa andrà ad influenzare una sola variabile dipendente: ci saranno più variabili influenzate. Allo stesso modo, non è possibile pensare che la variabile indipendente sia soltanto una. 

Nel modello di Skinner, A—>B—>C sono lineari. Nel modello di Goldiamond invece, B=f(x) under C. Il comportamento è funzione di X sotto C. La ricaduta pratica di questo discorso è che contemporaneamente operano diverse contingenze sullo stesso comportamento e un rinforzo agisce non solo su un comportamento, ma su tutti i comportamenti della sua classe di risposte. A seguito di un antecedente ci saranno molteplici comportamenti, che genereranno molteplici rinforzatori, i quali agiranno su molteplici comportamenti che a loro volta genereranno nuovi antecedenti, creando uno schema a rete.

I Blue Books: stimulus control parte 1 – John Lamphere, Munroe-Meyer Institute, University of Nebraska Medical Centre

Il comportamento non è controllato da un antecedente singolo. Più antecedenti concorrono all’emergere e alle caratteristiche del comportamento. Es: un antecedente è il limite di velocità. Il comportamento di andare alla velocità inferiore al limite può essere controllato dalla presenza o meno della polizia. Senza polizia (altro antecedente), vado a una velocità maggiore che con la polizia presente. In questo caso abbiamo più Sd che concorrono a controllare il comportamento. Applicato nei contesti sociali, tale modello diventa estremamente complesso: in contesti di gruppo possiamo dire o fare cose, o dirle e farle in modo diverso, a seconda della presenza di diverse persone presenti, che potrebbero essere rinforzate o punite dal nostro comportamento. Tutti questi antecedenti concorrono alla modifica del comportamento sociale. Qui risiede una delle maggiori difficoltà in caso di autismo: l’insegnamento della discriminazione condizionale.

Ricordiamo inoltre che esistono Sd per le punizioni, non solo per i rinforzatori. Anch’essi concorrono a controllare il comportamento che verrà emesso, che è quindi collocabile nel contesto della complessità e non linearità.

Il fenomeno prende il nome di multiple control (controllo multiplo).

I Blue Books: stimulus control parte 2 – Cameron Green, Brohavior

Analizziamo l’operante Tact (denominazione). Davanti a un quadrato rosso possiamo produrre molteplici tact: forma, colore, grandezza, durata dello stimolo, posizione etc. Ogni stimolo ha molteplici dimensioni che posso generare un tact. La selezione del comportamento corretto pertanto è sotto multiple control (es: di che colore è + quadrato rosso = risposta “rosso”; che forma ha + quadrato rosso = risposta “quadrato”, etc).

Gli interventi che fanno riferimento ai modelli non lineari devono essere progettati sulla base di molteplici variabili agenti contemporaneamente: non è possibile quindi pensare a un’elenco di obiettivi basati su diversi antecedenti in successione (modello lineare), ma è necessario creare matrici multidimensionali (base quadrata o cubica), al fine di selezionare fra tutte le possibili varianti i più proficui comportamenti da mettere in apprendimento, e testare poi la generalizzazione di tutte le altre varianti.

Annunci